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Canapa light, legale o no

Mentre in Canada lo spinello è diventato legale, nel nostro paese il Consiglio Superiore della sanità ha reso Noto di essere contrario alla vendita della cannabis light, quella a basso contenuto di THC.

Questa notizia ha gettato nel panico molte imprese che sono nate dopo l’accettazione della legge 242 del 2016 perché giustamente pensano che questo possa portare alla chiusura totale delle loro ditte in questo mercato che è potenzialmente milionario.

Neanche le dichiarazioni del Ministro Giulia Grillo sono valse a tranquillizzare i chiamati in causa, il Ministro ha dichiarato che per ora è in attesa del parere dell’Avvocatura e degli altri Ministeri prima di prendere una decisione definitiva.

Il Ministro ha tenuto a precisare che il divieto assoluto sarebbe una decisione esagerata al momento visto che si sta parlando di precauzionalità visto che la percentuale di sostanza attiva è al di sotto del limite imposto dalla legge.
In questi giorni nella provincia di Macerata è stata sequestrata una partita di erba illegale che era in vendita in uno di questi nuovi negozi perchè il contenuto di HTC era dello 0,7% e come tutti sappiamo il limite massimo è dello 0,6%, ma questo molto probabilmente sarà un problema ricorrente e legato all’onestà di ogni singolo commerciante.

Molti addetti ai lavori hanno criticato la legge 242 ritenendola stilata male e molto propensa alle incomprensioni visto che è stata stilata a mo di compromesso fra i favorevoli e i non favorevoli alla legalizzazione.
Il Ministro Lorenzin è subito intervenuto a riguardo affermando che la legge è stata stilata esclusivamente per chi coltiva e non per chi vende.

Vi è stata subito la risposta secca dell’avvocato Carlo Alberto Zaina, difensore di molti del settore che ha affermato che la legge vuole salvaguardare la filiera agro-industriale ma in realtà non fa nulla di tutto questo perchè non inserendo la problematica delle infiorescenze che sono la parte potenzialmente fumabile ha creato una situazione dove il tutto non è permesso ma non è neanche vietato.

Per questo motivo sono nati numerosi  negozi e siti che vendono cannabis light.

Su tutte le confezioni è inserita la dicitura “per uso tecnico o da collezione” e questo esula i commercianti da eventuali problemi di uso improprio.

La Easyjoint ha incaricato il ricercatore Davide Fortin del Marijuana Policy Group di Denver di effettuare uno studio sul mercato italiano e da questo è emerso che questo potrebbe valere quasi cinquanta milioni di euro.
Calcolate che la stessa Easyjoint è stata la prima ad aprire questo mercato e nei primi due mesi di attività ha fatturato quasi 2 milioni di euro.
Per ora la situazione è molto confusa, tocca soltanto aspettare gli sviluppi futuri.