Napoli: SI RISVEGLIA DURANTE IL SUO FUNERALE, ESCE DALLA BARA E AGGREDISCE IL PRETE

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Da come è andata sembrerebbe l’inizio di un film, invece è quello che è successo oggi pomeriggio in una chiesa di Napoli. Ciro M. 63enne di Castellamare, “era” venuto a mancare due giorni fa per un malore improvviso che lo aveva colto nella sua abitazione mentre stava con la moglie.
La funzione religiosa era arrivata quasi al termine, quando ad un certo punto il coperchio della bara ha iniziato a muoversi. Il gelo pervaso tutti i partecipanti, compreso il sacerdote, qualche secondo di silenzio e poi il boato: la bara si è scoperchiata e il “morto” si è catapultato fuori. Il cognato ancora sotto shock ha dichiarato: “Io ero li, in prima fila, non credevo ai miei occhi, non riuscivo a muovermi ero pietrificato, come del resto tutti gli altri. Ha iniziato ad emettere dei mugugni, come si è rialzato si è guardato intorno con gli occhi iniettati di sangue e poi si è scagliato sull’altare contro il prete, era fuori controllo”.

Il sacerdote adesso è ricoverato in ospedale e tenuto sotto osservazione, ma se la caverà con soli 10 punti sul collo.

Il “redivivo” invece dopo aver perso i sensi è stato anch’esso trasportato in ospedale, dove trascorrerà i prossimi giorni per accertamenti.

Ciò che è accaduto è quello che in medicina viene chiamato “Lazarus Effect”, ovvero il  fenomeno per il quale una persona dichiarata clinicamente morta torna in vita diverse ore dopo. Detto in questi termini sembra un qualcosa di impensabile; eppure l’effetto Lazzaro esiste e ne sono stati documentati centinaia di casi in tutto il mondo. Il termine venne coniato nel 1993; ma i primi casi sono riportati diversi anni prima: nel 1977 la dottoressa Later Deathy dichiarò di essere morta e tornata in vita per 3 volte. Anche in questo secolo i casi riportati dalla letteratura medica sono molti, alcuni dei quali decisamente inquietanti; nel 2007 un uomo venezuelano dichiarato morto si è svegliato durante l’autopsia e nel 2012 un bambino nato prematuro e dichiarato morto viene messo nella cella frigorifera dell’obitorio dove è stato ritrovato vivo 10 ore dopo. Sono molti altri gli scenari in cui una persona, o addirittura un animale, dichiarato e apparentemente morto, ritorna improvvisamente in vita senza. Si tratta di un anomalia del sistema di generazione dell’impulso elettrico. Nel nostro cuore infatti esiste un particolare pacemaker, il nodo seno atriale, che è un vero e proprio generatore di impulsi elettrici, ed è lui che genera le scosse eletriche che fanno battere il nostro cuore, con una frequenza di circa 70 scariche al minuto. Nel momento in cui le cellule del nodo seno atriale vengono disturbate da un fattore eziologico esterno, vanno in stand-by, riducendo la frequenza di scarica a circa un battito ogni due ore, portando il paziende in uno stato di coma profondo, e inducendo il medico legale in errore, ovvero costatarne il decesso. Dopo qualche giorno il battito cardiaco ritorna regolare e il paziente si sveglia dal suo sonno.

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