Strage a Trieste. Ragazza vegana uccide i genitori. Volevano cucinare l’agnello pasquale.

E’ accaduto a San Dorligo della Valle-Dolina, una piccola cittadina in provincia di Trieste, che si appresta a trascorrere una Pasqua all’insegna del dolore e della disperazione.

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Erano da poco passate le 21 quando la signora Lucia aveva ordinato al marito Beppe di andare nella stalla e prendere il capretto da macellare così da poterlo cucinare nel giorno di Pasqua e gustarlo insieme alla figlioletta e ad altri parenti.

Purtroppo però, gli ignari coniugi non avevano idea che la loro figlia adolescente fosse una fervente animalista, e che alla base della sua alimentazione ci fosse una dieta vegana, cioè un regime alimentare che si priva di mangiare carni di animali, pesci compresi, e i loro prodotti, quindi uova latte e derivati.

Secondo le dinamiche ricostruite dalla polizia, arrivata sul posto in seguito alla chiamata dei vicini che hanno sentito le urla, pare che il primo ad essere stato ucciso sia stato il signor Beppe, colpito alla nuca con un’ ascia e lasciato a dissanguarsi nel fienile.

Subito dopo la ragazza(di cui non facciamo il nome, in quanto minorenne) è entrata in casa e con un coltello da cucina colpito al fianco destro la madre, con 12 coltellate all’altezza dei reni, mentre la donna era di spalle, ai fornelli.

La ragazza inizialmente sotto shock non aveva aperto bocca, successivamente all’arrivo degli psicologi ha confermato la ricostruzione della scientifica e ha spiegato che il motivo di tale abominio è stato, la sua volontà nel salvare la vita del capretto innocente simbolo di purezza e cristianità. “Salvando quel capretto ho salvato Gesù Cristo, che i miei genitori malvagi volevano crocifiggere ancora una volta, ora entrerò nel regno dei cieli“, sono queste le parole della giovane, che adesso verrà trasferita in un centro di accoglienza per minori.

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