Attacco chimico in Siria. E se fosse stata l’America? Il petrolio fa gola agli americani.

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È uscita pochi giorni fa la notizia che dei civili siriani, tra cui diversi bambini, sono morti in seguito all’azione di alcune armi chimiche. Le immagini strazianti dei bambini agonizzanti hanno subito fatto il giro del mondo, ed Assad è stato immediatamente accusato di essere l’artefice di questo gesto spietato. Ma Assad e Putin hanno fornito un’altra versione dei fatti: infatti sarebbe stato colpito un deposito dell’Isis contenente armi chimiche, liberando le sostanze nocive che a quel punto avrebbero colpito i civili.

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Ma la loro versione non ha convinto nessuno, e la reazione di Trump è stata praticamente immediata.
Mentre i principali leader europei sono concordi nel ritenere l’azione di Trump sacrosanta, la gente comune sta cominciando a fare 2+2. Ossia che questo attacco con le armi chimiche sia stato solo un pretesto per un attacco americano che era premeditato da tempo. Non dimentichiamoci che abbiamo a che fare con gli Stati Uniti: un Paese che attaccò l’Iraq di Saddam Hussein a causa di armi di distruzione di massa che però non furono mai trovate; così come gli stessi attentati dell’11 settembre 2001, che alcuni ritengono si sia trattato di un complotto degli stessi Stati Uniti per poter invadere L’Afghanistan. L’America chiama queste invasioni con un nome abbastanza carino, “Esportazione di democrazia”. Ma sarebbe sbagliato ritenere che gli Stati Uniti esportino solo la democrazia: infatti esportano anche il loro modello capitalistico in stati che prima avevano un sistema economico diverso, non allineato a quello occidentale. Sono sempre i paesi mediorientali quelli soggetti all’interesse americano, guardacaso tutti paesi ricchi di petrolio. E oggi la stessa classe politica europea “moderata” che condannava Trump lo osanna, mentre paradossalmente in Italia sono Salvini e Grillo a prenderne le distanze.
Il modus operandi americano sembra a questo punto abbastanza chiaro: gli Stati Uniti favorirebbero la diffusione di immagini la cui funzione sarebbe quella di legittimare presso l’opinione pubblica un loro intervento armato, cosicché l’azione cosa sembrerà “buona e giusta”. Prima Saddam Hussein e Gheddafi, ora anche Assad. Ma adesso la gente si sta cominciando a svegliare. Trump dice che è rimasto straziato dalla strage dei bambini. Ma, francamente, non ci sembra proprio una persona così sensibile.

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